E’ un po’ che lavoro su me stessa per attenuare il cinismo che ho sviluppato in qualche anno di sottili dispiaceri, delusioni e disgusto.
Forse la cosa stà dando i suoi frutti:
“come mai in mezzora non hai ancora cominciato a dirmi cattiverie?”
“non lo sapevi? Sono diventata buona”
“cosa ne pensi della mia nuova morosa?”
“è carina… (penso di non aver mai visto una simile faccia da zoccola in vita mia)”
“sei troppo buona, in realtà non mi piace e non so come scaricarla”
“mi dispiace per te”
Per inciso, le cattiverie la persona in questione le avrebbe anche meritate, ma in fin dei conti, più di tutto provo forse più compassione e tenerezza per qualcuno che è palesemente terrorizzato dall’idea di stare da solo.
Ed eccomi di nuovo qua....mi sento come New York, sotto un metro di neve!







A volte,